QUANTA ENERGIA VIENE BUTTATA NEL WATER A CASA NOSTRA ?

di | Marzo 7, 2014

Il titolo è un provocante ma in realtà se riflettiamo un attimo questa affermazione è vera.
Esempio:  facciamo la doccia, l’acqua è calda e viene scaldata dalla caldaia, che brucia gas.
L’acqua caldaia prodotta,  viene scaricata in fogna ad una temperatura molto alta.

L’energia prodotta per riscaldare l’acqua viene sprecata in molto modo evidente.

Una azienda: innova energie, ha pensato bene di studiare e metter sul mercato un prodotto, che riesca a recuperare la maggior parte del calore che altrimenti andrebbe disperso in fogna.
Forse in una abitazione singola, il consumo di acqua non è moltissimo, ma nei locali dove il consumo di energia è molto elevato, sopratutto in alberghi, case di cura , case id riposo, centri sportivi, il calore utilizzato per il riscaldamento dell’acqua è di misura gran superiore a quello dedicato al riscaldamento degli ambienti.

Recuperare buona parte dell’energia che viene dispersa nell’ambiente attraverso gli scarichi, oltre a ridurre il consumo di energia , rappresenta un gesto in più di rispetto verso l’ambiente in cui viviamo

Recuperare energia termica dall’acqua calda scaricata dagli impianti domestici è concettualmente semplice: è infatti sufficiente utilizzare uno scambiatore di calore percorso in un ramo dall’acqua calda avviata alla rete di smaltimento delle acque reflue e dall’altro dall’acqua fredda prelevata dall’acquedotto. A dispetto della semplicità dell’idea, finora non era possibile trovare sul mercato un componente specificamente progettato per questo scopo.
Innova ha intuito, brevettato e realizzato un rivoluzionario dispositivo di estrema efficacia che cambierà il modo di realizzare gli impianti idrotermosanitari.
Il recuperatore di calore per acque reflue di Innova è un dispositivo che, attraverso lo scambio di calore tra l’acqua di scarico ed acqua di alimentazione dei generatori termici o direttamente del miscelatore finale, recupera una notevole quantità di calore che altrimenti andrebbe dispersa in ambiente.

Funzionamento

Il suo funzionamento è semplice ed intuitivo: l’acqua di scarico passa sopra una serpentina stampata costituita da una due lamiere appositamente sagomate, (in inox AISI 316 L, resistenti quindi alla corrosione) saldate tra loro. All’interno della serpentina in controcorrente, rispetto all’acqua di scarico, scorre l’acqua pulita che alimenta: il bollitore, lo scaldabagno istantaneo o il miscelatore dal lato “freddo”. L’acqua pulita quindi, si preriscalda sottraendo calore all’acqua di scarico.
Nel miscelatore o nello scaldabagno non entra quindi acqua alla temperatura dell’acquedotto ma con una temperatura più alta, riducendo così l’energia necessaria. Questo scambiatore in acciaio è collocato sul fondo di un condotto in polipropilene (lo stesso materiale utilizzato per le tubazioni delle acque reflue) a tenuta stagna che viene allacciato in serie alle tubazioni di scarico.
L’interno del condotto è completamente libero non determinando così nessun problema di accumulo di sporco.
L’affidabilità e la durata di questo dispositivo è quindi la medesima che una comune tubazione di scarico. Eventuali manutenzioni che si dovessero rendere necessarie sono comunque estremamente semplici e agevolmente attuabili secondo le modalità utilizzate comunemente per le reti idrauliche di drenaggio acque reflue.

SCHEMI DI INSTALLAZIONE

La scelta dello schema di installazione deriva spesso da un compromesso tra diverse esigenze, che riguardano principalmente l’efficienza energetica e la semplicità di messa in opera.
Sono possibili due diverse disposizioni dello scambiatore di recupero, descritte nelle seguenti figure, dove, per semplicità di rappresentazione, le utilizzazioni sono schematizzate da un solo punto di prelievo, ma nulla vieta di pensare che le utilizzazioni siano più d’una.

Schema A

L’acqua d’acquedotto in uscita dallo scambiatore viene miscelata con l’acqua calda proveniente dal boiler per regolare la temperatura di utilizzazione. Questo schema è adatto ad un recupero di potenza termica da una singola utilizzazione (caso tipico, una doccia) e, in tal caso non cambia la temperatura della rete domestica “fredda”.


Schema B


L’acqua d’acquedotto in uscita dallo scambiatore viene inviata al miscelatore e al boiler. Questa disposizione di impianto consente il massimo risparmio energetico.


Semplicità di installazione

Bisogna distinguere tra interventi sull’esistente ed interventi su nuove costruzioni.
Ovviamente, nel secondo caso esiste maggiore facilità di realizzazione dello schema B con massimo recupero energetico, come evidenziato dai diagrammi sopra riportati.

PRESTAZIONI

Il recupero di calore che si ottiene con questo dispositivo varia dal 30 al 75% a seconda della dimensione in lunghezza installabile (si possono utilizzare anche più scambiatori in serie o in parallelo) e delle portate d’acqua. Le prestazioni sono state determinate sulla base di misure sperimentali fornite dall’Università di Padova. Le condizioni di utilizzo prevedono 40°C al prelievo e 17°C alla presa dell’acquedotto.
Il costo contenuto, sia di acquisto che di installazione, consente un rapido ammortamento dell’investimento (da 5 a 10 mesi per utilizzi di acqua calda sanitaria intensivi ad un massimo di 2 – 3 anni per utilizzi molto contenuti). Con i collettori solari gli stessi risultati in termini di risparmio si ottengono con investimenti enormemente maggiori!

Efficienza energetica

Tale parametro dipende molto dalla temperatura dell’accumulo e dallo schema di installazione.
Indubbiamente lo schema B è quello che consente il massimo risparmio energetico. In questo caso se il recuperatore di calore è collocato distante dal punto di scarico occorre tener conto di una certa dispersione di calore nelle tubazioni nelle fasi transitorie (che incidono, in modo apprezzabile, solo nel caso di prelievi d’acqua calda molto brevi e discontinui).
Per quanto riguarda lo schema A, l’efficienza di recupero dipende essenzialmente dalla temperatura dell’accumulo caldo (boiler).
Gli interventi localizzati sulla singola utenza sono i più semplici da effettuare ed in genere sono vincolati allo schema A e quindi presentano una maggiore efficacia energetica nel caso di temperatura dell’accumulo medio – alte. Lo schema A, se incorporato nell’apparecchio di utilizzazione (per esempio in una doccia), presenta l’indubbio vantaggio di un collegamento molto corto e quindi minimizza le dispersioni di calore.

articolo e immagini prese da : www.innovaenergie.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *