Proroga del 55%

By | settembre 7, 2010
Detrazione 55%: i produttori di impianti termici ne chiedono la proroga Il Governo sta verificando la possibile continuità dell’incentivo e la sua  rimodulazione
“Portare all’attenzione del Governo l’assoluta necessità di  mantenere le detrazioni fiscali del 55%per il solare termico e i generatori di calore a condensazione”.

È quanto si propongono Assotermica (Associazione produttori apparecchi e  componenti per impianti termici) e Assolterm (Associazione Italiana Solare  Termico) – che rappresentano l’industria del solare termico e del riscaldamento  in una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministro ad  interim dello Sviluppo Economico e al Ministro dell’Economia e delle Finanze.
La detrazione del 55%  sta portando beneficio sia  all’industria italiana, consentendo di attenuare il forte impatto della crisi  economica in atto, sia al sistema paese, con un rapporto positivo  costi/benefici e con un investimento strutturale in un settore ad alto
valore  aggiunto e quindi strategico per il futuro del paese.
Dati alla mano, illustrano gli obiettivo che il settore del solare termico  potrebbe raggiungere, se opportunamente sostenuto da incentivi, come la detrazione del 55%, e a fronte di un investimento contenuto nel breve e medio  termine: nel 2020 potrebbe tagliare il traguardo di 1 metro quadrato installato  per abitante.
A questo si accompagnerebbero numerosi benefici, diretti e indiretti, all’ economia, in termini di occupazione; raggiungimento dell’obiettivo al 2020  sulle rinnovabili; crescita del gettito fiscale; riduzione delle bollette  energetiche; sviluppo di una green economy e di una filiera industriale;  riduzione della dipendenza dall’estero e dall’energia fossile.
Assotermica e Assolterm riprendono i dati Enea sulle detrazioni fiscali del  55% secondo cui, nel biennio 2008/2009, l’installazione di pannelli solari per  la produzione di acqua calda e la sostituzione dei vecchi generatori di calore  con modelli a condensazione hanno drenato una percentuale molto bassa di  risorse, pari a poco più di 200 milioni di euro (circa l’8% delle detrazioni complessive) per i pannelli solari, e di 300 milioni di euro (circa il 20%  delle detrazioni complessive) per la sostituzione di generatori di calore.
Alla luce di questi elementi, le aziende del settore chiedono con forza che il Governo mantenga nel medio termine le detrazioni fiscali del 55% per il solare  termico e i generatori di calore a condensazione e auspicano che il meccanismo  delle detrazioni possa essere la base per l’elaborazione di nuovi sistemi di incentivazione più articolati e ottimizzati.
Ricordiamo che la detrazione scadrà il 31 dicembre 2010 e, già da diversi  mesi, sia il Parlamento che gli operatori del settore stanno chiedendo al  Governo di prolungare l’agevolazione: la richiesta è arrivata dalle Commissioni  Ambiente e Trasporti della Camera, dai produttori di infissi, dai Sindaci del  Nord Italia (leggi tutto).
Ultime, in ordine di tempo, le Regioni che, analizzando il Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili (PAN), hanno espresso perplessità sugli incentivi e sulla reale possibilità di raggiungere gli obiettivi energetici  imposti a livello europeo senza la proroga del 55% (leggi tutto).
Nel PAN, infatti l’incentivo viene definito “particolarmente efficace per  alcune applicazioni” e attualmente è in corso la valutazione dei risultati,  anche in termini di effetti macroeconomici, nonché di effettivo onere per lo Stato, al fine di verificarne la possibile continuità e la rimodulazione in  forme sempre più efficaci.
Il PAN propone alcuni interventi, tra cui:
– la revisione dello strumento delle detrazioni fiscali con riduzione della  quota di spese detraibili per classi di intervento di diversa complessità e  dimensioni, una più attenta calibrazione dei tetti di spesa detraibili e una revisione del numero di annualità per beneficiare della detrazione;
– l’attivazione di strumenti logicamente simili alle detrazioni fiscali per  gli interventi con tempi di ritorno elevati o dimensione minore ed eseguiti da  soggetti diversi da imprese.

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