L’umanità potrebbe sopravvivere utilizzando solo energia eolica

By | febbraio 26, 2010


BOSTON, Usa — L’umanità potrebbe sopravvivere utilizzando solo energia eolica. E’ la rivelazione, per certi versi clamorosa, di Michael McElroy. Mica uno qualunque. Ma docente della School of Engineering and Applied Sciences alla Harvard University di Boston.
Ma c’è di più. Secondo lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista dell’Accademia Americana delle Scienze Pnas, basterebbe un sistema efficiente sul territorio americano per coprire l’intero fabbisogno mondiale.
Addio centrali atomiche e impianti termoelettrici, dunque. La rivoluzione verde sarebbe scritta nel vento. Secondo i calcoli eseguiti dagli esperti, basterebbe una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza (posizionate in modo da non danneggiare l’ambiente, evitando quindi foreste e ghiacciai), che operino ad appena il 20 per cento della loro capacità, per produrre un quantitativo di energia pari a oltre 40 volte il consumo globale corrente elettrica, oltre cinque volte il consumo globale di energia in tutte le sue forme.
Stando allo studio, dunque, il vento potrebbe fornire una quantità di energia inimmaginabile. L’energia in eccesso, inoltre, potrebbe anche farne scendere il prezzo, aprendo nuove prospettive ad altre tecnologie ecologiche. Resta da verificare l’impatto ambientale delle grandi pale. Finora gli impianti eolici sono stata installati in zona in montagna o di mare, con pesanti conseguenze sulla natura circostante. Il rumore prodotto dai generatori, inotlre, disturba la fauna delle zone interessate.
Oggi l’eolico è pari al 42 per cento di tutta la nuova capacità elettrica installata in Usa nel 2008. Ma continua a essere una piccola parte della produzione complessiva.
Lo studio è stato fatto sulla base di simulazioni dei campi di vento. Per realizzarlo, gli esperti si sono basati sulle informazioni fornite dal sistema Goddard Earth Observing System Data Assimilation System (GEOS-5 DAS).
Ebbene, gli scienziati hanno sezionato il globo in aree da circa 3300 chilometri quadrati ciascuna. Poi hanno calcolato la velocità dei venti in aree non urbane, non forestali e prive di ghiacci. Da qui hanno calcolato la quantità di energia potenzialmente prodotta dalle turbine, sulla base della velocità dei venti, della densità dell’aria, della distanza tra le turbine e della dimensione delle eliche.
La ricerca ha concluso che una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza, operanti al 20 per cento della loro capacità, sarebbe sufficiente a produrre un quantitativo di energia che copra il fabbisogno globale. Vedremo se il presidente Obama ora seguirà le indicazioni dei suoi scienziati.



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